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Barbaresco Produttori del Barbaresco 2021

32,50 


  • Produttore
    Produttori del Barbaresco
  • Gradazione
    14,5%
  • Tipologia
    Vino Rosso

3 disponibili

3 disponibili

Il Barbaresco DOCG dei Produttori del Barbaresco: Eccellenza Cooperativa

Il Barbaresco Produttori del Barbaresco rappresenta uno dei punti di riferimento più alti e costanti dell’intera denominazione piemontese. Questo vino è l’espressione pura del vitigno Nebbiolo, coltivato con dedizione e maestria nelle colline che circondano l’omonimo borgo. La sua produzione segue regole rigide che ne garantiscono l’autenticità e il legame indissolubile con il terroir delle Langhe.

Alla vista, il Barbaresco dei Produttori si presenta con un colore rosso granato splendente, che con il passare degli anni tende ad assumere riflessi aranciati. La trasparenza è tipica del Nebbiolo di razza, preludio a una complessità olfattiva che si svela gradualmente. Al naso, il bouquet è ampio e variegato: spiccano note di viola mammola, rosa canina e piccoli frutti rossi come il lampone e la ciliegia selvatica.

Con l’evoluzione in bottiglia, questo vino sviluppa sentori terziari di estrema eleganza. Non è raro percepire sfumature di tabacco, liquirizia, spezie dolci e quel caratteristico tocco di goudron che affascina gli appassionati di tutto il mondo. Ogni sorso di Barbaresco Produttori del Barbaresco racconta la mineralità del suolo marnoso-calcareo della zona, offrendo una freschezza vibrante.

In bocca, la struttura è imponente ma sempre equilibrata. I tannini sono fitti, setosi e ben integrati, sostenuti da una spalla acida che promette una longevità straordinaria. La persistenza aromatica è lunga e pulita, lasciando un ricordo sapido e asciutto che invita a un secondo calice. È un vino che non cerca l’opulenza fine a se stessa, ma punta tutto sull’armonia e sulla verticalità.

La vinificazione avviene in vasche di cemento e acciaio, seguita da un affinamento di circa 24 mesi in grandi botti di rovere. Questa scelta tecnica serve a preservare il frutto e a non coprire l’identità del vitigno con aromi legnosi invasivi. Il risultato è un vino che incarna perfettamente lo stile classico, amato sia dai collezionisti che dai neofiti che desiderano approcciare il mondo del grande Nebbiolo.

Relazione sulla Storia dei Produttori del Barbaresco

La storia dei Produttori del Barbaresco è un racconto di resilienza, lungimiranza e orgoglio contadino. Per comprendere la nascita di questa realtà, bisogna tornare alla fine del XIX secolo, un’epoca in cui il Nebbiolo di queste zone veniva spesso venduto per rimpinguare la produzione del più celebre Barolo, privando il territorio di un’identità autonoma.

La prima vera svolta avvenne nel 1894 grazie a Domizio Cavazza, allora direttore della Scuola Enologica di Alba. Cavazza comprese il potenziale unico di queste colline e fondò le “Cantine Sociali di Barbaresco”. Riunì nove agricoltori con l’obiettivo di vinificare e nobilitare il vino locale, dando ufficialmente il nome del borgo all’etichetta. Fu il primo passo verso il riconoscimento della denominazione.

Tuttavia, con l’avvento del fascismo e le difficoltà economiche legate alla prima guerra mondiale, la cooperativa di Cavazza fu costretta a chiudere negli anni ’20. Per diversi decenni, i viticoltori tornarono a vendere le uve ai grandi commercianti, perdendo nuovamente il controllo sulla qualità finale del prodotto. Ma il seme della cooperazione era stato gettato e non tardò a germogliare nuovamente.

La rinascita definitiva avvenne nel 1958. Il parroco del paese, Don Fiorino Marengo, preoccupato per la povertà dei contadini che abbandonavano le campagne, decise di agire. Riunì diciannove piccoli proprietari terrieri e fondò ufficialmente l’attuale cooperativa. L’obiettivo era ambizioso: produrre solo ed esclusivamente vino di alta qualità, mantenendo standard rigorosi e una visione collettiva.

Fin dai primi anni, la regola d’oro fu chiara: i soci potevano conferire solo uve Nebbiolo e solo provenienti dai vigneti all’interno del comune. Questa restrizione auto-imposta fu la chiave del successo. Mentre altre cooperative puntavano sulla quantità, i Produttori del Barbaresco scelsero la strada dell’eccellenza, diventando un modello studiato in tutto il mondo per l’efficienza e la qualità del risultato.

Negli anni ’60 e ’70, sotto la guida di figure carismatiche come Celestino Vacca, la cantina iniziò a imbottigliare separatamente le uve provenienti dai vigneti più prestigiosi nelle annate eccezionali. Nacquero così le celebri “Riserve”, dedicate a cru storici come Asili, Rabajà, Pora e Montestefano. Questa intuizione permise di mostrare al mondo le diverse sfumature dei micro-terroir del comune.

Oggi la cooperativa conta oltre 50 soci e gestisce circa 110 ettari di vigneto. Nonostante la crescita, lo spirito è rimasto lo stesso del 1958. La gestione attenta di ogni fase, dalla vigna alla cantina, garantisce che ogni bottiglia sia un tributo fedele alla terra d’origine. La fama internazionale raggiunta dimostra che la cooperazione, quando basata sulla qualità assoluta, può competere con i più grandi nomi dell’enologia mondiale.

Il successo dei Produttori del Barbaresco ha contribuito in modo determinante a elevare lo status dell’intera area, trasformandola in una delle mete più ambite del turismo enogastronomico. La loro storia è la dimostrazione vivente che l’unione fa la forza e che il rispetto per la tradizione, unito a una visione moderna, è la formula vincente per creare vini immortali.

Chiunque stappi oggi una bottiglia di questa cantina non sta solo bevendo un eccellente Nebbiolo, ma sta partecipando a una storia collettiva fatta di fatica, terra e una passione che attraversa le generazioni. Il Barbaresco dei Produttori rimane, ancora oggi, uno dei migliori acquisti possibili per rapporto qualità-prezzo nel panorama dei grandi rossi italiani.


Visita il sito ufficiale del produttore: www.produttoridelbarbaresco.com

Scopri la nostra selezione su: www.vinotecasola.com


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