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pergole torte 2021
  • pergole torte 2021

Le Pergole Torte 2023

250,00 


  • Produttore
    Montevertine
  • Gradazione
    14%
  • Tipologia
    Vino Rosso

3 disponibili

3 disponibili

Le Pergole Torte Montevertine: Icona della Viticoltura Toscana

Descrizione Dettagliata del Le Pergole Torte Montevertine

Il Le Pergole Torte Montevertine è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi vini rossi del mondo, un’opera d’arte liquida che ha segnato in modo indelebile la storia dell’enologia italiana. Prodotto esclusivamente con uve Sangiovese coltivate nei vigneti più vecchi della proprietà, situati nel cuore delle colline del Chianti Storico, questo vino si distingue per il suo carattere fiero, austero ed immensamente raffinato. La scelta originaria di vinificare questa varietà in purezza ha rappresentato una vera e propria sfida alle convenzioni commerciali dell’epoca.

Alla vista, il Le Pergole Torte Montevertine si offre con una veste rubino luminosa e di aristocratica trasparenza, lontana dalle forzate iper-concentrazioni cromatiche moderne. La tonalità, con il passare degli anni, evolve con grazia assoluta verso sfumature granate cariche di fascino. Nel calice mostra una consistenza splendida, lasciando intuire una struttura solida, ricca di estratto, ma sorretta da una dote acida naturale che ne garantisce una longevità potenzialmente secolare.

Il quadro olfattivo è di una complessità disarmante e si sviluppa con una progressione lenta e maestosa. L’apertura è caratterizzata da intense note di marasca, visciola e melograno, intrecciate a un floreale nobile di violetta e petali di rosa appassita. Con la necessaria aerazione, emerge un sottofondo terziario straordinario: tabacco da pipa, cuoio, polvere di cacao amaro, radice di liquirizia e una nitida sfumatura minerale di grafite, il tutto rinfrescato da cenni balsamici di mentuccia e cisto.

In bocca, l’ingresso è setoso ma perentorio. Il vino invade il palato con una grazia regale, dove il calore alcolico è perfettamente bilanciato da una freschezza vibrante che dona dinamismo e verticalità al sorso. La trama tannica è fittissima, levigata come un velluto antico, priva di asperità eppure di straordinario rigore. Il finale è un monumento alla persistenza gustativa, lasciando la bocca pulita e pervasa da un retrogusto sapido e agrumato che richiama il sapore della terra d’origine.

La lavorazione in cantina rispetta i tempi della natura con un rigore monacale. Le uve vengono raccolte a mano ed accuratamente selezionate prima della fermentazione, che avviene in vasche di cemento senza l’ausilio di lieviti industriali. La macerazione sulle bucce è prolungata per estrarre la quintessenza del vitigno. Successivamente, il liquido matura per circa due anni in botti di rovere di Slavonia e un ulteriore anno in barrique francesi all’interno di cantine interrate e fresche.

A tavola, questa monumentale espressione chiantigiana richiede pietanze d’alta cucina, ricche di struttura e succulenza. Si sposa in modo superbo con i grandi arrosti di carne rossa, la bistecca alla fiorentina cotta su brace di legna, il piccione ripieno e i piatti a base di selvaggina nobile come il capriolo o il cinghiale in umido. È inoltre un compagno ideale per formaggi a pasta dura lungamente stagionati e si consiglia di servirlo a 18°C in calici molto ampi.


Relazione sulla Storia del Produttore: Un Sogno di Autenticità a Radda in Chianti

Le origini di questa straordinaria avventura vitivinicola risalgono alla fine degli anni Sessanta, precisamente nel 1967, quando un industriale siderurgico milanese, Sergio Manetti, decise di acquistare una proprietà a Radda come casa per le vacanze. La tenuta comprendeva una dimora storica e due ettari di terreno piantati a vigneto e oliveto, un luogo originariamente destinato al relax familiare e non a una produzione di rilevanza commerciale.

Con l’aiuto del fattore del borgo, Bruno Bini, Manetti produsse la sua prima annata nel 1971, inizialmente pensata per il solo consumo personale e per gli amici. Il vino si rivelò talmente straordinario da spingere il proprietario a presentarne alcune bottiglie al Vinitaly di Verona. Il successo fu immediato e travolgente, convincendo l’imprenditore ad abbandonare la sua precedente attività industriale per dedicarsi anima e corpo all’agricoltura e alla produzione vinicola d’eccellenza.

In quegli anni le regole del consorzio locale imponevano l’aggiunta di uve a bacca bianca all’interno della ricetta tradizionale. Manetti, fermamente convinto che il potenziale del territorio potesse esprimersi al massimo livello solo attraverso la purezza della principale varietà a bacca rossa, si rifiutò categoricamente di adeguarsi a tali norme. Questa scelta coraggiosa e di estrema coerenza ideale portò all’uscita volontaria e definitiva del marchio dalle denominazioni ufficiali.

Un elemento fondamentale per lo sviluppo stilistico della cantina fu la collaborazione con Giulio Gambelli, considerato il più grande conoscitore e interprete del Sangiovese. Gambelli, in qualità di maestro assaggiatore e consulente, guidò le scelte enologiche della proprietà per decenni, trasmettendo la sacra regola del rispetto per la tradizione: fermentazioni naturali, lunghe macerazioni in cemento e affinamenti rigorosi all’interno di grandi botti di rovere esauste.

Un’altra unione artistica indissolubile fu quella con il pittore Alberto Manfredi. L’artista creò una serie di etichette uniche, caratterizzate da volti di donna stilizzati ed eleganti, che ancora oggi decorano la bottiglia più celebre dell’azienda, mutando disegno a ogni nuova annata. Questa felice combinazione tra arte figurativa e arte enologica ha contribuito a rendere le confezioni dell’azienda dei veri e propri oggetti del desiderio per i collezionisti di tutto il mondo.

Dopo la scomparsa di Sergio, la conduzione della tenuta è passata nelle mani del figlio Martino, che porta avanti l’eredità paterna con un’identica rettitudine morale e la stessa filosofia produttiva. Sotto la sua guida, l’azienda ha consolidato la propria fama internazionale, rimanendo un punto di riferimento assoluto per chiunque cerchi vini capaci di esprimere in modo limpido, fiero e commovente l’anima più autentica, austera e minerale del territorio di Radda.

I vigneti della proprietà, che oggi si estendono per circa diciotto ettari, godono di un microclima fresco e di altitudini elevate, comprese tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare. I terreni, ricchi di alberese e galestro, impongono alle viti uno sforzo agronomico che si traduce in grappoli spargoli e di eccezionale concentrazione aromatica. La gestione del suolo esclude categoricamente l’utilizzo di diserbanti o concimi chimici sistemici.

La cantina di affinamento è un luogo intriso di silenzio e memoria storica. Le vecchie vasche di cemento convivono armoniosamente con i grandi legni di rovere di Slavonia, testimoniando un approccio produttivo artigianale che rifiuta la tecnologia fine a se stessa. Per la famiglia, la stabilità e la purezza del vino devono essere ottenute esclusivamente attraverso la pazienza, le decantazioni naturali e il rigoroso rispetto dei cicli stagionali.

In conclusione, questa realtà di Radda rappresenta una delle massime espressioni di indipendenza e orgoglio culturale della viticoltura italiana. Attraverso decenni di lavoro e vendemmie memorabili, la proprietà ha saputo dimostrare che la fedeltà alle proprie radici e il rifiuto dei compromessi commerciali sono le fondamenta più solide su cui edificare un mito immortale, capace di emozionare e sfidare il tempo all’interno del calice.

Visita il sito ufficiale del produttore: Montevertine – Sito Officiale

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